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Autosegregazione

Un bus della compagnia "Egged". I mezzi di colore verde coprono tutta Israele e a prezzi modesti

E ora arriva la stazione. Rigorosamente haredi. Dove, cioè, uomini e donne ancora prima di partire saranno accolti in luoghi diversi. Per viaggiare poi, è ovvio, su sedili separati dentro lo stesso bus.

Il ministero dei trasporti israeliano e la compagnia di pullman più grande del Paese (la Egged) hanno deciso di fare un passo ulteriore nella soddisfazione delle richieste degli ebrei ultraortodossi. Così hanno progettato di costruire un’altra stazione centrale dei bus a Gerusalemme.

Ma a Gerusalemme tutto questo sta suscitando forti malumori. Soprattutto per il fatto che il luogo dove dovrebbe sorgere la stazione haredi è in una delle zone a più alta concentrazione di imprese hi-tech, il Monte Hozvim. Proprio la tecnologia è una delle avversarie degli ultraortodossi.

“Non credo proprio sia questo il posto migliore dove costruire la stazione”, si lamenta Ehud Edelman, Ceo di “Bech tech Jerusalem”, sulle pagine del quotidiano Ma’ariv. “C’è una concentrazione altissima di case e di persone e provate a stare qui per due, tre giorni e vi accorgerete di quanto le persone del posto siano contrari a questa iniziativa”.

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One thought on “Autosegregazione

  1. Pingback: Israele, la Corte costituzionale: la separazione sessuale nei bus non è illegale (se volontaria) « Falafel cafè

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