attualità, politica

Lo scambio

Il deserto del Negev

Eppure si muove. Almeno sul fronte diplomatico. Perché l’ultima proposta per risolvere la questione israelo-palestinese viene dal vice primo ministro di Gerusalemme Danny Ayalon. Di cosa si tratta? Di uno scambio. Fra gli insediamenti ebraici in Cisgiordania e città e villaggi arabi che si trovano sul suolo israeliano.

«Gli arabo israeliani non perderanno nulla unendosi allo stato palestinese”, ha dichiarato Ayalon al quotidiano arabo-londinese al-Sharq al-Awsat. “Perché invece di offrire ai palestinesi terre disabitate nel Negev, gli offriamo una terra piena di abitanti, che non dovranno lasciare le loro case”.

Il vice premier, esponente del partito di destra Yisrael Beiteinu del ministro degli Esteri Avigdor Lieberman, ha spiegato di riferirsi al gruppo di città e villaggi arabi nell’area indicata in Israele come la regione del Triangolo, in quanto contigua al confine con la Cisgiordania. Ad esclusione di Nazareth.

E il mondo arabo? Tace. O s’arrabbia. Come il deputato arabo israeliano Ahmed Tibi. “Non siamo pezzi di una scacchiera da spostare a piacimento”, ha replicato durissimo.

Leonard Berberi

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