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Un razzo lanciato dalla Striscia di Gaza sul territorio israeliano

Peggio di dicembre. E di novembre. Quasi come ottobre. Gennaio 2010 non sarà ricordato come uno dei mesi più tranquilli nel suolo israeliano. Perchè, scrive l’ultimo report sulla sicurezza, gli attacchi contro Israele sono aumentati in tutte le zone. E adesso, storia degli ultimi giorni, ci si mettono pure gli esplosivi galleggianti. Che partono da Gaza, sfruttano le correnti marine e si avvicinano ad Ashdod e Ashkelon. A sud di Tel Aviv.

Piove di tutto dal cielo israeliano: razzi, mortai, miscele esplosive, bottiglie incendiarie. E se a dicembre 2009 gli attacchi erano stati 51 in tutto, un mese dopo questi sono balzati a 80. Un aumento del 57 per cento. Striscia di Gaza: 32 attacchi (contro i 19 dell’ultimo mese del 2009). Giudea e Samaria: 37 (contro i 28). Gerusalemme: 11 (+7 su dicembre). E la West Bank – che lo Shabak, la sicurezza interna, ormai considera persa – che registra 37 azioni anti-israeliane sulle 28 del mese prima.

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