politica

Querele, denunce e minacce

Il primo ministro Netanyahu con la moglie Sarah e i due figli sull'aereo di Stato in una foto del 14 luglio 1996 (Yaakov Saar/GPO via Getty Images)

E ora partono le querele ai giornali. Fatto raro. Almeno in Israele. Soprattutto se a farla è il primo ministro. Benyamin Netanyahu e la moglie Sara hanno deciso di portare in tribunale – chiedendo un risarcimento di circa 190mila euro – il quotidiano Maariv per aver scritto che la first couple ha sottopagato e poi licenziato un anziano giardiniere in servizio nella lussuosa – e oggi chiacchierata – villa al mare di Cesarea, nord di Tel Aviv.

La cosa più grave – scrive Maariv – è che il signore è padre di un caduto di guerra. Che in Israele sono vittime da maneggiare con molta delicatezza. La smentita – con querela – arriva per bocca dell’avvocato della coppia, David Shimron: “L’anziano signore continua a lavorare presso la casa del primo ministro”, ha detto il legale.

La telenovela, in ogni caso, resta aperta. Pendono, in tribunale, le denunce presentate da almeno due ex domestiche contro Sarah Netanyahu (terza moglie del premier israeliano) per sfruttamento, umiliazione, abusi morali. Denunce riprese con grande evidenza dai media locali nel caso dell’ormai nota ex governante Lillian Peretz, 44 anni, licenziata in tronco nel 2009, ma ora anche di una seconda, misteriosa ex donna di servizio: che – stando a quanto rivelato oggi stesso dal quotidiano Yedioth Ahronoth – ha a sua volta fatto ricorso alle vie legali nei confronti della signora Netanyahu, nell’ambito di un procedimento le cui carte restano per ora secretate.

A rendere tutta la situazione ancora più delicata è la denuncia di Haim Peretz, marito dell’ex governante. “Qualcuno mi ha minacciato per telefono, intimandomi di far ritirare la denuncia di mia moglie al tribunale del lavoro di Tel Aviv entro dodici ore”, ha dichiarato l’uomo. E’ la seconda telefonata minatoria dopo quella ricevuta dalla moglie.

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