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Chi non è mai stato in Israele non può capire. Certo, può immaginare. Decine di domande, controlli minuziosi, ancora altre decine di domande. Un interrogatorio come benvenuto nel Paese. Del resto, quando sei incastonato in mezzo a Stati che vogliono distruggerti, l’unica arma di difesa è la prevenzione. Anche a costo di risultare irritanti e poco friendly.

Ma quello che è successo a Lily Sussman ha un po’ dell’incredibile. “Stavo ammirando il Mar Rosso quando si è avvicinato un soldato giovanissimo e ha iniziato a farmi l’interrogatorio”, scrive la ragazza sul suo blog. Le solite domande, in realtà: “Dove stai andando?”, “Chi conosci qui in Israele?”, “Hai un fidanzato? Se sì è palestinese, egiziano o arabo?”, “Sei mai stato nella West Bank?”, ecc ecc. Solo che, dopo due ore di domande e controlli, il risultato è questo:

Un pc distrutto da tre proiettili. Inutilizzabile. “Meno male che la memoria è rimasta intatta”, si consola la ragazza. Che poi chiude così: “Speriamo che Israele mi piaccia di più domani”.

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