attualità, cultura

A passo di gambero

Lettera scarlatta in salsa sefardita. O, a voler essere provocatori, novelli pasdaran con la stella di Davide. Giorni strani questi per le vie della capitale israeliana. Da un po’ di tempo, infatti, drappelli di autonominati ”guardiani della castità” hanno iniziato a pattugliare le strade di Beit Israel, un sobborgo di Gerusalemme abitato in prevalenza da religiosi ebrei di origine sefardita. La missione? Dare la caccia ai peccatori (o presunti tali). Una volta scovati – si ignora su quali prove – volano parole grosse. E qualche volta anche bastonate.

A chiedersi cosa siano questi gruppi è l’agenzia Ynet. Secondo alcuni residenti, queste pattuglie “improvvisate” sono costituite da adepti delle comunità religiose che, da qualche mese, si sono estese anche fuori dallo storico quartiere Mea Shearim. Le aggressioni alle persone che si macchierebbero di stili di vita immorali preoccupano anche la polizia che sta pensando di mettere su una task force.

Pochi giorni fa, è toccato a una giovane divorziata. Al suo passaggio per le vie della capitale, le è stato versato acqua bollente sul corpo. Non contenti, i “guardiani della morale” l’hanno pure percossa. Davanti a tutti. E c’è anche chi racconta di un’irruzione nell’appartamento di alcuni studenti americani. Contro di loro, lo squadrone avrebbe usato uno spray lacrimogeno. E li avrebbe pure derubati di un computer dove pare fossero stati scaricati film porno.

Le voci si rincorrono. Le testimonianze – vere o presunte – pure. Le scritte intimidatorie, però, ci sono. Sui muri. Sui portoni d’ingresso. E  c’è pure qualcuno che ogni tanto compare e obbliga uomini e donne a camminare su marciapiedi separati. Per chi trasgredisce la punizione è immediata: una spruzzata di sostanza irritante sugli occhi.

Leonard Berberi

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5 thoughts on “A passo di gambero

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