Dalle camere a gas alle maschere antigas
Dalle camere a gas alle maschere antigas. E intanto sono trascorsi sessantacinque anni. Dopo un periodo che le autorità israeliane hanno definito “di rodaggio”, s’è concluso uno dei test più insidiosi e preoccupanti. Perchè dopo averle testate in due piccole località, prende ufficialmente quota in Israele la distribuzione di maschere antigas per la intera popolazione, oltre sette milioni di persone.
Da oggi – fanno sapere i quotidiani – sono aperti centri di distribuzione nelle città di Ashdod e di Rishon le-Zion (sud di Tel Aviv, a pochi chilometri dalla Striscia di Gaza). Nelle prossime settimane saranno attivati altri centri nelle maggiori città del Paese. Non solo. Ogni nucleo familiare, poi, potrà richiedere le maschere antigas rivolgendosi al servizio postale israeliano effettuando un versamento veramente risibile. Le maschere arriveranno in casa nel giro di poche ore grazie ai corrieri.
Gli obiettivi? “Oltre un milione e mezzo di maschere in dotazione della popolazione nel giro di dodici mesi”, scrive il quotidiano Yedioth Ahronoth. “La distribuzione è stata progettata da mesi e non ha nulla a che fare con le tensioni delle ultime settimane”, precisa un’alta fonte militare allo stesso quotidiano.
Insomma, si ritorna agli anni Novanta. Quando durante la Guerra del Golfo quasi tutti gli abitanti d’Israele disponevano di una maschera antigas. Poi, con la fine del conflitto, queste furono raccolte dai responsabili della protezione civile per essere sottoposte a revisione o sostituite con modelli più moderni.

Pingback: Il 2010 di “Falafel Cafè” « Falafel cafè