Falafel cafè

Voci e suoni da Israele e West Bank

Archive for the month “aprile, 2010”

Il personaggio / Shari Arison: miliardaria, israeliana e attenta all’ambiente

L'imprenditrice "verde" Shari Arison

Si chiama Shari Arison, è donna, è israeliana e, soprattutto, fa molti soldi nel campo dell’economia verde. Così tanti soldi da essere inserita nella top ten di Forbes alla voce “miliardari verdi”.

Proprietaria della Carnival Cruises, il più grande gruppo crocieristico americano, il cui valore è stimato in 3,4 miliardi di dollari, la Arison – scrive la rivista Forbes – “è una forte sostenitrice del fatto che la sostenibilità e il profitto possano andare di pari passo”.

La Arison ha creato piccole imprese che hanno come compito quello di sanare l’ambiente circostante e  – rivela Forbes – tra poco tempo l’imprenditrice israeliana annuncerà che la sua ditta di costruzioni “Shikun & Binui” (che vale 863 milioni di dollari) diventerà al 100% ecosostenibile entro cinque anni e lavorerà soltanto con l’energia prodotta dai pannelli solari,con l’acqua desalinizzata e con materiale riciclabile.

Hitler nella pubblicità, polemiche contro il portale Nana10

Il logo di Nana10

Quando c’è Hitler di mezzo, in Israele gli animi si surriscaldano. Che dire allora del gruppo mediatico israeliano che, per lanciare una sorta di piattaforma comune a metà tra Msn e Facebook, ha creato un videoclip dove si vede Hitler? (qui il video incriminato) Non quello vero, ma la copia recitata da Bruno Ganz nel film “La caduta – gli ultimi giorni di Hitler”.

Yossi Meiman, tycoon israeliano e maggiore azionista del gruppo mediatico che gestisce l’emittente tv Canale 10, il portale web Nana10 e altri siti, ecco Meiman non ha proprio digerito la pubblicità. E ha attaccato duramente il Ceo di Nana10, Guy Eliav. “Questa pubblicità va oltre il cattivo gusto”, ha scritto Meiman in una lettera di fuoco.

“Voglio credere che dopo questa mia considerazione – continua Meiman nella missiva – lei (Eliav, ndr) bloccherà questa campagna promozionale immediatamente e, nel frattempo, le chiedo di riconsiderare il codice etico sul quale ha basato questa pubblicità”.

“Lo spettacolo è finito”. Hamas ferma il concerto rap sulla Striscia di Gaza

Miliziani di Hamas (foto Reuters)

Avevano appena iniziato la loro performance. Tesi, entuasiasti, pieni di voglia di fare. Il teatro, un auditorium, stracolmo, la musica avviata da qualche secondo e il cuore che batte a mille. I ragazzi del gruppo  rap di Gaza, i “b Boy”, avevano appena iniziato. Ma neanche il tempo di finire la prima canzone che un gruppo di miliziani targati Hamas irrompe sul palco, ferma tutto e urla “lo spettacolo è finito”.

“Ho tentato di convincere uno dei poliziotti che il rap era dedicato al rispetto per le persone, ma lui era irremovibile e sosteneva che fosse un ballo immorale”, ha raccontato all’agenzia Reuters uno dei rapper palestinesi. Ma gli ufficiali di Hamas negano e spiegano che lo show è stato interrotto perchè gli organizzatori non avevano chiesto alla polizia il permesso di dare vita all’evento.

Sapere chi dice la verità e chi le bugie non sarebbe – in teoria – molto difficile da trovare. Ci sono delle registrazioni video, telecamere che hanno impresso su pellicola quello che è davvero successo. Peccato che – rivela il Centro palestinese per i diritti umani – la polizia abbia sequestrato tutto il materiale e arrestato per alcune ore sei membri del gruppo rap.

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